55. Veliero all’ormeggio, 1958, olio su tela, cm 50 x 70, firmato e datato in basso sinistra “A. Catarsini/ 1958”, Montecatini, Collezione Daniele Pazzaglia. Al verso iscrizione autografa e talloncino: “Pittore Alfredo/ Catarsini/ Viareggio via Dandolo, 10”.
Entrambe le opere, qui esposte in mostra per la prima volta, provengono dalla collezione montecatinese di Daniele Pazzaglia e testimoniano dell’apprezzamento della famiglia verso il pittore viareggino, attestato anche da alcune sue lettere, della prima metà degli anni Sessanta, indirizzate al dottor Aldo Pazzaglia, assiduo frequentatore di artisti e di critici d’arte. Quest’ultimo, insieme al fratello Fernando, aveva scelto Viareggio come località di villeggiatura alla fine degli anni Cinquanta. Entrambi estimatori d’arte si stabilirono fin da subito sotto il tetto della Pensione “Casa dei Pini” da Mity Catarsini, allacciando un profondo rapporto con il pittore, di cui resta traccia in una piccola raccolta di quadri e nella corrispondenza autografa, nella quale Catarsini raccontava dei suoi passi nel difficile ambiente artistico di quegli anni. (1)
Nel primo dipinto l’artista si ritrae frontalmente con gli occhiali da sole e una maglietta a righe orizzontali bianche e blu, non priva di rimandi all’iconografia picassiana. Non datato, questo piccolo cartone può essere utilmente confrontato con quello del 1956, di analoghe dimensioni e tecnica, già esposto nella mostra fiorentina del 2023 dedicata ai numerosi suoi autoritratti. (2)
Meno inquieto e tormentato nel segno rispetto a quest’ultimo, ma più solido nella stesura, l’olio di Montecatini mostra l’artista in versione balneare, leggermente stempiato e con un’espressione seria e introspettiva, resa più enigmatica dagli scuri occhiali da sole.
Una selezione di autoritratti viene ora riproposta nella sezione iniziale dell’esposizione, nell’atrio del MO.C.A., documentando l’evoluzione del percorso artistico di Catarsini e la sua complessa e articolata personalità in un genere artistico da lui coltivato durante tutto l’arco della sua produzione e interpretato, con una notevole varietà espressiva, attraverso diverse modalità grafiche e pittoriche.
La sua ricerca sul piano tecnico e figurale durante gli anni Cinquanta è stata anche stimolata dal clima neorealista e dal suo espressionismo di fondo che lo portano a realizzare dipinti nei quali l’aspetto emozionale, spesso affidato all’accensione dei colori, è razionalizzato dalla struttura compositiva.
Lo si può osservare in alcuni soggetti viareggini, soprattutto nelle amate vedute della darsena e dei canali, come nel Veliero all’ormeggio del 1958, saldamente strutturato sulle linee orizzontali della banchina e dei tetti delle case oltre il canale, nonché sulle verticali delle loro pareti e delle alberature dell’imbarcazione che sembra appoggiarsi sul molo. Tale effetto è ottenuto grazie a un’inquadratura dall’orizzonte ribassato che riduce la profondità della veduta.
Le linee oblique del cordame del due alberi intersecano i volumi delle case dando vita a una visione complessa nella quale il colore assume consistenza materica, anche grazie agli effetti tonali di avanzamento dei colori più chiari rispetto a quelli più scuri e alle pennellate decise e vibranti. L’assenza di figure umane aumenta l’inquietudine trasmessa dal paesaggio silenzioso, dominato dalla penetrante apparizione del veliero.
(1) Ringrazio Daniele Pazzaglia per le puntuali informazioni sopra riportate e per il prestito dei due dipinti esposti.
(2) L’artista allo specchio. Alfredo Catarsini: autoritratti dal 1930 al 1985, a cura di R. Bona, Firenze, Accademia delle Arti del Disegno, 17 gennaio-17 febbraio 2023, scheda n.12, p.55.
