Percorso accessibile Montecatini
MOSTRA ITINERANTE
IL NOVECENTO DI CATARSINI. DALLA MACCHIA ALLA MACCHINA
MONTECATINI TERME DAL 15 NOVEMBRE 2025 AL 15 FEBBRAIO 2026
DESCRIZIONE DEL PERCORSO ESPOSITIVO RESO ACCESSIBILE A PERSONE CON DISABILITA’ VISIVA
La mostra al MO.C.A. – Montecatini Contemporary Art
La mostra si trova al MO.C.A. – Montecatini Contemporary Art, lo spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea situato al piano terra del Palazzo Comunale di Montecatini Terme.
Il Palazzo fu costruito nel secondo decennio del Novecento e inaugurato nel 1920; si erge maestoso nel viale Giuseppe Verdi, assiduo frequentatore delle terme e fu concepito per ospitare uffici pubblici, utilizzati fino al 2007.
Il Palazzo Municipale è stato abbellito nel 1918 dall’artista fiorentino Galileo Chini. Sue le tempere murali che decorano il piano terra, l’ampio scalone e gli alti soffitti del primo piano che, attraverso balaustre, dialoga con l’atrio d’ingresso e con il salone centrale adibito un tempo ad ufficio postale. Ad opera della sua manifattura sono la serie di vetrate policrome del salone centrale in corrispondenza degli sportelli di servizio e il lucernario dello scalone intorno a cui sono disposte le decorazioni murali.
Il ciclo pittorico di Chini celebra il ritorno alla pace dopo la Prima Guerra Mondiale, come si evince dai motti “Lavorare/Costruire/Sapere/Nella pace” e dalle figure che simboleggiano il lavoro, il commercio e l’arte che prosperano in tempo di pace. Le sue figure, plastiche e sinuose, si armonizzano con motivi geometrici e multicolori, soggetti scelti per l’importante edificio pubblico che doveva riunire il governo della città. Questo importante complesso decorativo, tipico della cultura mitteleuropea, mostra lo stile inconfondibile di Chini, ricco della poesia che contraddistingue tutta la sua opera.
La mostra itinerante Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina fa tappa a Montecatini Terme e racconta la sua lunga vicenda artistica con una selezione di 58 opere scelte Nella produzione dagli anni ’30 agli anni ’80 del secolo scorso, suddivise in 4 sala espositive
Accessibilità per persone con disabilità visiva
La mostra rientra nel progetto pluriennale “L’Arte accessibile per tutti”, promosso dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS, che mira a rendere l’arte e i luoghi di cultura e turistici accessibili a chiunque.
Per questo, la mostra è stata pensata per essere visitata anche da persone con disabilità visiva, che possono esplorarla in autonomia e al proprio ritmo. L’accessibilità è garantita da descrizioni audio (in italiano e inglese) a cui si accede tramite QR code con il proprio smartphone. Ogni foto, forex, roll up e opere hanno un cartellino con QR code che forniscono una descrizione dettagliata e adattata e audio registrata in italiano e in inglese.
Inoltre, la mostra include un Laboratorio Esperienziale con un’installazione che riproduce un’opera della mostra stessa. Il laboratorio è dotato di strumenti tiflodidattici, come un alto rilievo scultoreo e disegni in rilievo, realizzati dal Museo Tattile Statale Omero. Le trascrizioni in Braille, in italiano e inglese, realizzate dalla stamperia Braille della Regione Toscana, completano l’allestimento.
Il Laboratorio Esperienziale è aperto a tutti e la Fondazione Catarsini offre visite guidate ed esercitazioni gratuite.
Ingresso al Palazzo e al MO.C.A.
Una volta entrati nel Palazzo, l’ampio atrio conduce allo scalone centrale. Per raggiungere le sale espositive, bisogna tenere la destra e percorrere circa 10 metri fino alla base dello scalone.
Successivamente, girare a destra di 45 gradi e, dopo 3 metri, a sinistra di altri 45 gradi. Percorsi 3 metri, girare nuovamente a destra di 45 gradi per raggiungere la porta d’ingresso delle sale del MO.C.A. – Montecatini Contemporary Art, un tempo adibite a ufficio postale.
Inizio del percorso espositivo
Superato l’ingresso del MO.CA., e avanzando per circa 4 metri si raggiunge un corridoio perpendicolare con diverse opzioni:
- A sinistra, a circa 3 metri di distanza, si trova il bookshop dove acquistare gadget e richiedere informazioni anche riguardo ai servizi igienici
- A destra, dopo circa 4 metri e mezzo, si accede all’anticamera delle sale espositive 1, 2 e 3.
- Dritto, proseguendo per circa 1 metro, si entra nel Salone centrale, dove ha inizio la visita della mostra.
Salone Centrale: sala degli autoritratti – il percorso inizia qui
La mostra ha inizio nel maestoso Salone Centrale, un ambiente ampio e luminoso di 9 metri per 7,5 che si presenta completamente libero da ostacoli.
Alzando lo sguardo, si possono ammirare le magnifiche decorazioni perimetrali del soffitto e una balaustra che affaccia sul salone dal primo piano. Le tre pareti (a sinistra, davanti e a destra ) sono scandite da otto sportelli dell’ex ufficio postale, divisi da colonne quadrate. Ogni sportello ha una struttura in legno con vetri molati di varie dimensioni ed è sovrastato da alte vetrate policrome della Manifattura Chini, che rappresentano i temi della comunicazione, come una barca, l’elica di un aereo o il telegrafo.
Sulle mensole in legno, posizionate in corrispondenza di ogni sportello, si trova una selezione di 11 autoritratti di piccole dimensioni in bianco nero su carta ed uno ad olio esposti su piccoli cavalletti da tavolo, come se Catarsini stesso accogliesse il visitatore accompagnandolo alla scoperta della sua arte. Documentano l’evoluzione del percorso artistico di Catarsini e la sua complessa e articolata personalità in un genere artistico da lui coltivato durante tutto l’arco della sua produzione e interpretato, con una notevole varietà espressiva, attraverso diverse modalità grafiche e pittoriche. Altri autoritratti ad olio si ritrovano nelle sale successive.
Le opere e l’inizio della visita
Sulla prima mensola della parete di sinistra, si trova un pannello informativo con due QR code che permettono di accedere alle audio-descrizioni della mostra e del percorso. Accanto, un secondo pannello illustra le opere esposte a coppie sulle restanti sette mensole.
Si tratta di 11 sono autoritratti di Alfredo Catarsini, realizzati su carta con tecniche diverse (matita, carboncino, penna, litografia, monotipo) tra gli anni ’30 e ’80. Questi ritratti mostrano il volto dell’artista di fronte, di profilo o di tre quarti e ne catturano lo stato d’animo del momento. A questi si aggiungono un autoritratto a olio e altre due opere, descritte in schede separate.
Una volta visitate tutte le mensole, prima di uscire, si trovano due roll-up posizionati ai lati dell’ingresso. Uno mostra il logo della Fondazione mentre l’altro, con la biografia di Catarsini, contiene i QR code per accedere all’audio-descrizione.
Proseguimento della mostra
Tornando al corridoio iniziale, a circa un metro sulla sinistra, si trova il primo pannello informativo con la descrizione della mostra e i QR code per le audio-descrizioni. Proseguendo per un metro e mezzo, si accede all’anticamera che introduce alle tre sale espositive successive.
Queste sale si sviluppano a ferro di cavallo intorno al Salone Centrale, condividendone la parete sinistra.
ANTICAMERA
E’ uno spazio di 2 metri x 2. Appeso alla parete di fronte si trova il colofon della mostra. Si percorre per un metro poi girando a sinistra di 45 gradi si entra nella prima sala espositiva. Ogni apertura di collegamento tra le sale è larga circa 1 metro.
Le tre sale seguono il perimetro del salone centrale che si trova sempre a sinistra a formare un percorso a ferro di cavallo. Nella parete di sinistra delle sale 1 e 3 si trovano le finestre e le mensole corrispondenti agli sportelli come nel salone centrale, mentre nella sala 2 e nella sala dedicata a Joan Mirò non ci sono.
L’Anticamera e l’inizio delle sale espositive
Superato il corridoio, si accede all’anticamera, uno spazio di circa 2×2 metri. Sulla parete di fronte è appeso il colofon della mostra.
Per raggiungere la prima sala, avanzare di un metro e girare a sinistra di 45 gradi. L’apertura che collega le sale è larga circa un metro.
Le tre sale espositive si snodano a ferro di cavallo intorno al Salone Centrale che rimane a sinistra del senso di marcia e che si intravede dalle finestrelle degli sportelli delle sale 1 e 3 dove sono presenti anche le mensole. La sala 2 e la sala dedicata a Joan Mirò non presentano queste caratteristiche.
Sala 1: opere e Laboratorio Esperienziale
La Sala 1, lunga 8 metri e mezzo, presenta sulla parete di sinistra tre finestre con tre mensole, come quelle del salone principale. Ogni mensola ospita due opere su piccoli cavalletti da tavolo, corredate da cartellino informativo. Le 6 opere sono di piccole dimensioni.
La parete di destra e quella perpendicolare a essa ospitano ulteriori 3 opere, fino a un punto in cui il percorso si interrompe a causa di una scala che porta al seminterrato. Per proseguire, girare a sinistra fino ad incontrare, dopo circa 2 metri, due divani con lo schienale accostato alla balaustra della scala. Seguendo il senso di marcia di attraversamento della sala, in questo modo si aggira l’ingombro dovuto alla scala. Dopo averli oltrepassati, girare a destra e raggiungere la parete. Su questa parete è allestito il Laboratorio Esperienziale, che permette di esplorare un alto rilievo scultoreo dell’opera Marina con figure, esposta nella stessa sala.
Accanto, su un tavolo, si trovano i QR code per le audio-registrazioni e le descrizioni in Braille in italiano e in inglese. Da qui, il percorso prosegue per altri 2 metri circa con altre 2 opere, fino alla fine della parete e all’apertura che conduce alla seconda sala.
Sala 2
Il passaggio dalla Sala 1 alla Sala 2 si trova sul lato della parete sinistra, che è in comune con il Salone Centrale. Lunga 5,5 metri e larga 4,5 metri, questa sala non ha finestre né mensole e 15 opere sono esposte su tutte e quattro le pareti mentre la sedicesima è esposta su un cavalletto.
Per passare alla sala successiva, camminare fino alla fine della parete sinistra e girare a sinistra di 45 gradi.
Sala 3
Lunga 12 metri e larga 6, la Sala 3 presenta 12 opere appese sulle pareti e 4 opere di piccole dimensioni esposte sulle due mensole. Nella sala si trovano anche una foto che raffigura Alfredo Catarsini alla Biennale di Venezia del 1942 e un forex con approfondimenti sulla mostra, anch’essi corredati da cartellini con audio descrizioni.
Entrando, sulla sinistra c’è una parete di 5 metri seguita, a destra, dalla parete confinante con il salone centrale. Qui si trovano tre finestre con mensole: le 4 opere su cavalletti sono esposte solo sulla prima e sulla terza.
Girando a destra e seguendo la parete a sinistra, si raggiunge l’ingresso della sala con la mostra permanente dedicata a Joan Mirò.
La sala di Joan Mirò e la proiezione video
Dalla Sala 3, si accede alla sala dedicata a Joan Mirò. Attraversando questa sala, lunga 10 metri, si arriva a una saletta per la proiezione di video.
Questa saletta è arredata con alcune sedie rivolte verso uno schermo dove vengono proiettati video sulla vita e le opere di Alfredo Catarsini.
Uscita
Dopo aver visitato la saletta video, si torna nel Salone Centrale, in corrispondenza del bookshop. Da qui, procedere a sinistra nel corridoio d’ingresso per 2 metri, poi girare a destra per un metro e si trova la porta che conduce all’atrio del Palazzo e infine all’uscita.
