Composizione di oggetti meccanici

- Anno
- 1971
- Tecnica
- olio su tela
- Dimensioni
- cm 50 x 70
- Numero nella mostra itinerante
- 86
Questa opera orizzontale è un’opera emblematica del pessimismo tecnologico di Catarsini. Qui la macchina non è più uno strumento, ma una presenza dominante che ingloba l’essere umano. La scena è dominata da un grande ingranaggio meccanico. Una grande ruota dentata occupa il centro, spostata leggermente verso destra. Dal centro di questa ruota si dipartono due fasci scuri che tagliano la tela diagonalmente: uno punta verso il margine sinistro, l’altro verso la base sinistra, creando una sensazione di tensione e divisione dello spazio. Il colore dominante è un profondo color pavone (un blu-verde intenso), su cui spiccano pennellate di rosso vivo che delineano un cerchio posto in basso, al centro della composizione. All’interno del cerchio rosso troviamo l’elemento umano, reso con estrema drammaticità: un volto è ritratto di profilo, rivolto verso destra e bordato da una linea bianca che lo fa emergere dall’oscurità. Uno dei due fasci scuri attraversa il volto proprio all’altezza del naso, separando fisicamente la parte superiore della testa da quella inferiore. È un volto che comunica triste rassegnazione. Le labbra sono piegate verso il basso, l’occhio è semichiuso e il sopracciglio nero è corrucciato. La parte posteriore della testa appare confusa e quasi fusa con bulloni e linee rosse verticali.
Significato dell’opera: In questa composizione, Catarsini rende tangibile l’inadeguatezza dell’uomo di fronte a una tecnica che ha preso il sopravvento. L’uomo non è più il conducente della macchina, ma un suo frammento, incastrato tra gli ingranaggi, testimone muto di un mondo dove la tecnologia è diventata l’unica vera protagonista.