La pigiatura

- Anno
- 1951
- Tecnica
- olio su faesite
- Dimensioni
- cm 90 x 70
- Numero nella mostra itinerante
- 80
In questa tela verticale, Catarsini celebra le tradizioni del borgo medievale di Montecarlo, nella Piana di Lucca, territorio celebre per i suoi antichi vigneti. Il dipinto cattura l’istante dinamico del travaso dell’uva sotto il calore del sole di settembre. Due contadini scalzi, visti di profilo, dominano l’intera scena. Al centro, tra i due, è appoggiata a terra una grande tinozza. L’uomo di sinistra, con camicia verde e berretto con visiera, spinge l’uva nel recipiente con un bastone; l’uomo di destra, che indossa una camicia bordeaux e pantaloni alla zuava scuri, sostiene un cesto rovesciato per far cadere i grappoli. Ai suoi piedi un fiasco impagliato, simbolo della cultura contadina toscana.
Lo sfondo è un mosaico di coltivazioni. A sinistra si distendono filari di viti su dolci colline punteggiate da case lontane. A destra, il paesaggio si accende di diverse tonalità — verde, ocra e marrone — che indicano le diverse colture, arricchite dalla presenza di un covone di fieno e di un contadino intento a zappare la terra.
Il cielo azzurro appena velato, e i colori brillanti della tavolozza trasmettono la sensazione di una calda giornata di fine estate, rendendo l’opera un inno alla laboriosità e alla bellezza della campagna lucchese.
APPROFONDIMENTI
Il legame tra Montecarlo e la vite si rinnova ogni anno tra fine agosto e inizio settembre con la celebre Festa del Vino. Il borgo medievale si anima per celebrare il suo rinomato vino DOC attraverso stand enogastronomici, mostre e cortei storici che rievocano le antiche radici di questo territorio.
Un Aneddoto Familiare: La passione di Catarsini per il mondo rurale ha radici profonde: suo padre era un commerciante di vini. In famiglia si tramandava un racconto singolare: Alfredo e i suoi sei fratelli sarebbero stati tutti battezzati immergendoli in una tinozza di vino. Un rito goliardico e propiziatorio a cui la famiglia attribuiva, con un sorriso, la loro proverbiale buona salute.