Picciu’

- Anno
- 1957
- Tecnica
- olio su faesite
- Dimensioni
- cm 70x50
- Numero nella mostra itinerante
- 59
Il protagonista è Picciù che qui non viene trattato come una caricatura, ma con la dignità riservata ai grandi personaggi. Picciù è ritratto a mezzo busto all’interno dell’atelier dell’artista, a Villa Paolina. Lo sfondo è quello intimo dello studio, un luogo d’arte che nobilita la figura di quest’uomo umile.
Il centro dell’opera è l’espressività del viso, segnato profondamente dal tempo e da una vita passata all’aria aperta, sotto il sole e il salmastro. Una barba incolta incornicia lineamenti forti che raccontano una povertà vissuta con orgoglio. È l’immagine di un uomo che, nonostante le difficoltà, non ha perso lo spirito libero e la capacità di ridere del mondo. Picciù indossa abiti semplici di chi vive quotidianamente la darsena. Porta una maglietta a righe di un colore opaco e indefinito, con il collo lasciato aperto: un dettaglio che trasmette un senso di naturalezza e di estrema familiarità. La pennellata è sicura e densa di materia, tipica della capacità di Catarsini di “scolpire” il carattere dei suoi soggetti attraverso il colore e qui usa un tocco sapiente per evitare il grottesco. La sua immagine, immortalata dai pennelli di Catarsini, rimane come una testimonianza storica di quel “mondo di ieri” che l’artista ha voluto proteggere dall’oblio.
APPROFONDIMENTI
In questo dipinto, Catarsini ci porta nel cuore della Viareggio più autentica, quella dei lavoratori del porto e delle figure popolari. Parlare di Picciù significa ricordare una Viareggio che non c’è più, fatta di solidarietà popolare e di una bellezza che nasceva anche dalla povertà dignitosa.