Simbolismo meccanico

- Anno
- 1982
- Tecnica
- olio su faesite
- Dimensioni
- cm 50 x 70
- Periodo artistico
- simbolismo
- Numero nella mostra itinerante
- 82
Questa opera orizzontale restituisce il lato poetico dell’anziano Maestro: il passaggio dalla “cupezza” delle opere precedenti alla “luminosità” di questa trasmette la sua vitalità. Dipinta da Catarsini all’età di 83 anni, rappresenta una sorta di “riconciliazione” estetica: dopo aver denunciato per decenni i rischi della tecnologia, l’artista torna a celebrarne il fascino visivo, quasi con lo stupore di chi ha visto nascere il progresso moderno. A differenza delle atmosfere oleose e scure di altre composizioni, qui domina un fondo chiaro che trasmette un senso di ordine e armonia. La scena è raccolta tra due rettangoli verticali marroni. Questi elementi fungono da pilastri e sono collegati tra loro da una rete di linee sottili, simili a circuiti nervosi della macchina. Al centro, in primo piano, le linee confluiscono in due forme fantastiche e articolate, che sembrano quasi “fiorire” dalla struttura. Sul lato sinistro incontriamo due ruote dentate. La loro particolarità è nel riempimento da linee curve bianche che le rendono leggere, quasi eteree, come se stessero girando vorticosamente. La tavolozza è calda e vibrante. Domina un arancione intenso, che sfuma dolcemente nel marrone e nell’ocra, punteggiato da sprazzi di bianco che danno luce all’intera composizione. Non c’è traccia di figura umana: Catarsini sembra suggerire che la tecnologia, osservata come pura astrazione e ingegno, possiede una sua bellezza intrinseca e armoniosa.
Significato dell’opera: È il testamento di un uomo nato nell’Ottocento che non smette di farsi affascinare dal futuro. Qui le forme meccaniche non “fagocitano” lo spazio, ma lo arredano con eleganza, trasformando la fabbrica in un giardino di ingranaggi colorati.