Cantiere

- Anno
- 1942
- Tecnica
- olio su tela
- Dimensioni
- cm 53,5 x 66
- Numero nella mostra itinerante
- 64
Questo dipinto orizzontale descrive il momento solenne di un varo: la nave scivola in acqua di poppa con la chiglia sollevata verso destra, tanto che lo scafo si mostra quasi verticale. L’assenza di figure umane crea un suggestivo contrasto tra la dinamica dell’azione e il silenzio sospeso del cantiere. Il muretto della banchina divide la tela in due metà esatte. In quella superiore è il muretto della banchina e la prua affiancata dagli edifici del cantiere: una struttura verticale giallo ocra a sinistra dello scafo e un edificio marrone dal tetto rosso a destra, separati da un albero verde. Sopra di essi, un cielo azzurro solcato da leggere striature bianche.
Nella metà inferiore la poppa che tocca l’acqua e il canale che restituisce l’immagine speculare della scena. Questo “raddoppio” testimonia la fascinazione di Catarsini per le superfici riflettenti — acqua, vetri, specchi — capaci di moltiplicare forme e colori, rendendo la composizione ipnotica e profondamente affascinante. L’opera è l’incipit di una ricerca formale che l’artista sviluppa in quegli anni e che chiamerà Riflessismo.
APPROFONDIMENTI
Tra la metà degli anni Trenta e i Quaranta, i dipinti di Catarsini si caratterizzano per pennellate robuste che definiscono volumi solidi, sia nelle figure che nei paesaggi quieti, dove la prospettiva e la composizione sono curate e l’ambiente torna a fare da sfondo all’agire umano anche se, come in questa opera, i lavoratori non sono presenti. In questo periodo, le vedute dei cantieri navali di Viareggio, come teatro del lavoro operaio, appaiono spesso nelle sue mostre. Catarsini aveva avuto interesse per questo soggetto fin dagli anni Venti, ritraendo la sua città attraverso strade, canali e darsene, vedendo nei cantieri un luogo di costruzione di imponenti strutture di legno. Nell’estate del 1936, al Kursaal di Viareggio, ottiene il suo primo successo con “Velieri in cantiere”, acquistato dal Ministero della Cultura Popolare per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Sempre nel 1936, espone a Seravezza e presenta due paesaggi ad affresco a Firenze, dimostrando la sua adesione alle nuove tendenze pittoriche, confermata anche nella pittura religiosa con il murale “Le nozze di Maria” a Viareggio. Nell’autunno del 1937, espone un altro “Cantiere” a Napoli, dove le prue di due grandi velieri sovrastano gli edifici.