Cantiere sul Canale

- Anno
- 1951
- Tecnica
- olio su tavole
- Dimensioni
- cm 45x56
- Numero nella mostra itinerante
- 68
Quest’opera orizzontale offre uno scorcio del canale Burlamacca di Viareggio, colto in un istante di assoluta quiete. In primo piano, la scena è divisa tra un grande prato verde a sinistra e un viottolo giallo a destra, che guida l’occhio verso la sottile linea del mare sullo sfondo. Al centro, la scena è dominata dal fianco laterale di un cantiere: un lungo edificio bianco, privo di aperture, che occupa quasi tutta la larghezza della tela e confina con una piccola cabina rossa. Il cielo ha un colore polveroso, tipico della foschia che spesso avvolge il litorale viareggino. La presenza di due alberi frondosi e il verde acceso del campo suggeriscono che siamo in primavera. Regna un silenzio metafisico. L’assenza di figure umane all’esterno lascia lo spettatore nel dubbio: è un giorno di festa o gli operai sono raccolti all’interno del cantiere? Come in molte opere di Catarsini, il tempo appare fermo, sospeso tra la realtà del lavoro e la dimensione del sogno.
APPROFONDIMENTI
Il canale delimita la città di Viareggio attorno a cui nel Novecento si sono sviluppati i cantieri famosi in tutto il mondo. Questa ambientazione dimostra come a quel tempo ci fosse ancora molto spazio inutilizzato, che invece oggi è interamente occupato da costruzioni sempre più grandi.
Anche nelle sue vedute di Viareggio post-belliche, Catarsini mostra una riflessione sul proprio operare che costituisce il segno di un rinnovamento profondo e coerente, evolvendo verso una sintesi tra segno e colore.
Sembra che Catarsini sia andato accomodando piuttosto il disegno al colore che il colore al disegno o che si sia divertito ad alternarli, quasi giocando con i rispettivi ruoli, a dispetto della tradizione pittorica e delle consuetudini che gli erano appartenute nei decenni precedenti.
Viareggio ha sempre rappresentato per l’artista un profondo legame con le sue radici, una costante fonte di ispirazione che gli ha permesso di sviluppare una cultura internazionale senza mai rinnegare le proprie origini. Nelle darsene e nei canali della sua città, egli ritrovava l’essenza delle sue prime emozioni.