Cavalletto nello studio

- Anno
- 1958
- Tecnica
- olio su tela
- Dimensioni
- cm 81 x 63
- Numero nella mostra itinerante
- 71
In questa tela verticale, torniamo all’interno dello studio di Villa Paolina Bonaparte. Se l’opera precedente numero (n. 69 del catalogo) ne descriveva gli arredi, questo dipinto ci porta nel cuore operativo della stanza, focalizzandosi sugli “attrezzi del mestiere” posti proprio al centro dell’ambiente: la sedia, il cavalletto, le opere appese e le opere in lavorazione.
Il dipinto colpisce per la densità della sua costruzione. Catarsini riempie ogni centimetro della superficie con un fitto intreccio di linee orizzontali, verticali e oblique. Questi segni, marcati da contorni scuri, si avvicinano, si sovrappongono e si intersecano, creando un mosaico di spazi geometrici che il colore provvede poi a riempire e definire. Sebbene il soggetto sia figurativo e riconoscibile, la ricerca formale tipica del Riflessismo prende qui il sopravvento. La realtà dello studio viene scomposta e ricomposta attraverso una lente quasi caleidoscopica. Il risultato è una composizione armoniosa e dinamica, dove la sedia e il cavalletto non sono solo oggetti, ma vettori di linee e incastri cromatici.
La tavolozza vivace e la precisione del segno rendono la scena moderna e comprensibile. È un’opera che invita l’osservatore — o chi ne segue la descrizione — a percepire l’ordine rigoroso e quasi matematico che Catarsini cercava anche nel caos creativo del proprio studio.
APPROFONDIMENTI
All’ingresso della Villa Paolina Bonaparte è esposto il totem che illustra le tappe viareggine del Cammino I luoghi di Catarsini realizzato nel 2023 in collaborazione con il Touring Club Italiano. L’atelier di Alfredo Catarsini è un gioiello raro: è l’unico studio di un pittore del Novecento conservato in un ambiente pubblico. Situato nelle soffitte della torretta nord della Villa Museo Paolina Bonaparte, vi si accede percorrendo una breve scala dal piano nobile.
Sulla porta d’ingresso accoglie i visitatori un cartello emblematico: “Chi entra mi onora, chi non entra mi fa un piacere”. Era il modo schietto del Maestro per invitare al dialogo chi amava sinceramente l’arte, scoraggiando i perditempo.
L’atelier è diviso in due stanze comunicanti che conservano un’atmosfera sospesa nel tempo. Nella prima stanza è custodito l’archivio storico con alcuni manifesti delle sue numerose mostra. Nella seconda, il cuore della creazione, si trovano i cavalletti, i tubetti di colore, la macchina da scrivere e disegni originali, tra cui spicca il prezioso bozzetto degli affreschi di San Martino in Freddana. Per ragioni climatiche lo studio è molto sensibile alle temperature stagionali, la collezione delle 30 opere donate dai figli Mity e Orazio oltre 20 anni fa al Comune di Viareggio è attualmente divisa. Una parte significativa (15 opere) è esposta provvisoriamente presso la Biblioteca Marconi in Piazza Mazzini, tappa fondamentale del Cammino “I Luoghi di Catarsini”.