Simbolismo meccanico

- Tecnica
- olio su tela
- Dimensioni
- cm 55 x 65
- Periodo artistico
- simbolismo
- Numero nella mostra itinerante
- 84
L’opera orizzontale evidenzia l’eclettismo di Catarsini e la sua capacità di sintesi estrema con contrasti netti e vuoti spaziali, dove l’unica macchia di colore diventa il centro gravitazionale dell’intera esperienza.
A differenza delle altre opere, spesso dense e affollate, qui domina uno sfondo bianco pulito” su cui le forme meccaniche non sembrano pesanti macchinari, ma visioni oniriche e leggere che galleggiano nel vuoto. L’attenzione è catturata immediatamente dall’angolo in basso a destra: Quella che solitamente è una ruota dentata qui si trasforma in una girandola. Attorno ad essa, una serie di pennellate nere disposte a raggiera crea un senso di rotazione veloce, quasi un’aura magnetica. Al centro esatto della girandola splende una macchia di arancione brillante. È l’unico punto colorato di tutto il quadro: un cuore pulsante di energia che dà vita a tutto il bianco e nero circostante. Spostandosi verso sinistra, la composizione si fa più lineare e geometrica: tre cerchi dai bordi sottilissimi, appena accennati, sembrano fluttuare nell’aria. Sottili linee e collettori geometrici uniscono questi cerchi tra loro, creando una struttura che, pur essendo minima, acquista una sua consistenza scultorea staccandosi dal fondo chiaro.
Significato dell’opera: Catarsini spoglia la macchina di ogni cupezza industriale. Riducendo tutto all’essenziale, ci regala un’emozione pura: la tecnologia non è più un mostro che opprime, ma un gioco di linee e un lampo di luce arancione che danza nel silenzio del bianco. Rappresenta un’eccezione assoluta nella produzione di Catarsini. Qui la sua ricca tavolozza compare, lasciando spazio a un rigoroso bianco e nero, interrotto da un unico, vibrante punto di colore.
È la prova visiva della sua celebre frase: “Non esiste il problema di passare dall’astratto al figurativo e viceversa, per l’artista è lo stesso… basta avere fantasia”.