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3S26 Cave di marmo
XXIV Premio regionale Alfredo Catarsini 2026
La memoria del territorio nel Cammino i luoghi di Catarsini
L’ingombro totale dell’opera ha una lunghezza di 43,5 cm, una larghezza di 42 cm e un’altezza di 4,5 cm. Il bassorilievo è stato fissato su una tavola di legno larga 42 cm, lunga 43,5 cm, alta 1 cm e dipinta di acrilico nero, poi lucidata con della cera.
Il bassorilievo è realizzato in terracotta, partendo da una lastra di argilla e andando ad aggiungere i vari spessori e rialzi, scavando le parti più sottili. La lunghezza è di 33,5 cm, la larghezza è di 34,5 cm e l’altezza di 3,5 cm.
Le 3 figure sono state realizzate con una pasta per modellazione 3D per miniature, in seguito dipinte di acrilico nero. In mano ad alcune statuine si trovano degli stuzzicadenti che hanno lo scopo di simulare degli attrezzi da lavoro. I pali sono stati realizzati con dei bastoncini e del filo di ferro da cui passa un filo per simulare la carrucola che si trova nel dipinto.
Il bassorilievo è stato dipinto con engobbi e barbottina di creta bianca; dopo la cottura, per dare brillantezza è stato rifinito con della cera.
Descrizione: Si tratta di un bassorilievo in argilla di forma quadrata, ritrae una scena di lavoro in una cava di marmo, la superficie è irregolare, ruvida e ricca di variazioni altimetriche che invitano all’esplorazione tattile.
La base del rilievo rappresenta la parete interna di una cava, la superficie non è liscia, è un alternarsi di intarsi e solchi che simulano la roccia viva, i toni predominanti sono giallo, marrone e tocchi di bianco che sembrano venature di marmo in alto ai due angoli sono presenti delle zone scure che danno profondità.
Ci sono 3 piccole figure tridimensionali applicate sulla superficie, che rappresentano i minatori, che risultano molto lisci e lucidi rispetto al bassorilievo, le 2 figure in alto a sinistra sono impegnate a scalare, sono molto piccole, flesse e danno il senso dello sforzo fisico.
Una terza figura, più grande e imponente, raffigurata di schiena mentre maneggia un lungo strumento sottile, forse una piccozza o una leva puntato verso il blocco di marmo.
Per dare verticalità e realismo alla scena sono stati incollati degli elementi perpendicolari, come i due pali, stecchi di legno scuro, uno si trova sul lato sinistro e l’altro sul lato destro, rappresentano le carrucole presenti nelle cave, attorno alla cima di questi pali sono avvolti dei sottili fili metallici argentati che formano dei piccoli cerchi simulando i volani e il filo elicoidale. In basso a sinistra si avverte un rilievo circolare più marcato, dipinto di un colore chiaro che rappresenta un grosso masso appena estratto. Al tatto, l’opera comunica un senso di fatica e verticalità.
Il contrasto tra la terracotta patinata, fredda e porosa dello sfondo, il legno secco dei pali e la morbidezza modellata delle figure umane permette di leggere con le dita la durezza dell’ambiente minerario e la piccola, ma determinata, presenza dell’uomo che lo trasforma.