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8S26 Il lago di Massaciuccoli


Titolo: Interpretazione tattile de “Il Lago di Massaciuccoli” (1960)


Questo lavoro nasce dalla reinterpretazione dell’opera “Il Lago di Massaciuccoli”, realizzata nel 1960 a olio su
cartone.

Il progetto, assegnato dalla commissione, richiedeva non una semplice copia, ma una trasposizione
accessibile anche a una persona non vedente, attraverso la realizzazione di un’opera tattile.
Ho scelto di riprodurre l’opera in scala 1:1, mantenendo quindi le dimensioni originali, per rispettare il
rapporto spaziale tra gli elementi e conservare l’equilibrio compositivo del dipinto. Tuttavia, il passaggio dalla pittura alla scultura ha comportato una rielaborazione significativa del linguaggio visivo.
Il materiale utilizzato è l’argilla, che mi ha permesso di lavorare sui volumi e sulle superfici, trasformando
colore e pennellata in rilievo e texture. Nell’opera originale, infatti, la percezione è affidata principalmente
alle variazioni cromatiche e gestuali; nella mia reinterpretazione, questi aspetti sono stati tradotti in differenze
tattili.
La scena rappresenta un paesaggio lacustre con una barca in primo piano e, sullo sfondo, alcune abitazioni
immerse nella vegetazione. Per rendere la composizione leggibile al tatto, ho costruito una gerarchia chiara
dei piani:
Il primo piano, con la barca, presenta forme più definite e volumi marcati, diventando il punto di riferimento
principale per l’esplorazione tattile.
Il piano intermedio, corrispondente alla superficie del lago, è caratterizzato da texture mosse e ondulate che
suggeriscono l’acqua.
Lo sfondo, con le case e la vegetazione, è reso con rilievi più morbidi e meno pronunciati, mantenendo
comunque una distinzione percepibile.
Un aspetto fondamentale del lavoro è stata la semplificazione delle informazioni visive: elementi complessi e
dettagli pittorici sono stati sintetizzati in forme essenziali, senza perdere la riconoscibilità della scena. Questo
processo ha richiesto una riflessione su quali caratteristiche fossero indispensabili per comunicare l’immagine
attraverso il tatto.
L’opera si propone quindi come un esempio di traduzione tra linguaggi: dalla pittura alla scultura, dalla
visione al tatto. Non si tratta solo di rendere accessibile un’immagine, ma di offrire un’esperienza
alternativa, in cui la percezione passa attraverso le mani e costruisce una nuova modalità di relazione con
l’opera.