Presentazione del romanzo Tra l’incudine e il martello

Presentazione del romanzo Tra l’incudine e il martello

Durante l’incontro, oltre ad alcuni indirizzi di saluto, si sono succeduti gli interventi della curatrice del volume, la giornalista a scrittrice Elena Torre, che ha messo in risalto alcuni aspetti del libro pubblicato da La nave di Teseo, per certi versi molto diverso dal precedente Giorni Neri.
Lo storico dell’arte Rodolfo Bona ha scelto di entrare nel merito del rapporto tra Alfredo Catarsini e Lorenzo Viani – nominato nel libro come “Lorenzaccio” – aprendo anche alla possibilità di approfondire lo studio di queste due figure così importanti nell’arte del Novecento in Toscana e, in particolare, a Viareggio.
«Questo secondo romanzo di Alfredo Catarsini vede la luce proprio in occasione della grande mostra a Palazzo Guinigi, a Lucca, città a lui molto cara e dove compì i suoi studi – spiega Elena Martinelli -. Iniziato negli anni Quaranta, il volume ha avuto una gestazione lunga e profonda, culminata negli anni Ottanta con l’ultima, definitiva stesura. Ricordo con emozione quando mio nonno, durante una delle sue visite a Lodi dove allora abitavo, mi affidò il dattiloscritto e l’intero manoscritto, elaborato più volte nel tempo, chiedendomi di occuparmene dopo la sua scomparsa. Vittorio Sgarbi ha firmato una prefazione di eccezionale sensibilità e acutezza, cogliendo l’intima coesione tra il Catarsini pittore e lo scrittore: un continuum espressivo che lo ha accompagnato per tutta la vita, e il rapporto tra allievo e Maestro».

Tra l’incudine e il martello
L’inedito di Alfredo Catarsini
pubblicato da La Nave di Teseo

Dopo il successo di Giorni neri – ripubblicato nel 2021 -, torna in libreria la voce letteraria del pittore viareggino Alfredo Catarsini (1899-1993), autore di un’opera civile sulla libertà e il dissenso.
Il romanzo inedito Tra l’incudine e il martello è pubblicato da La Nave di Teseo, curato da Elena Torre e arricchito dalla prefazione di Vittorio Sgarbi, che ha analizzato la profondità dello sguardo di un artista capace di eccellere sia nel segno pittorico, sia nella parola scritta.
Dopo la riedizione di Giorni neri, la casa editrice prosegue quindi nel recupero dell’opera letteraria del Maestro viareggino che con una scrittura limpida e visiva, costruisce un affresco potente di memoria civile e sociale, della Viareggio popolare e ribelle, tra darsene, officine, artisti anarchici e figure memorabili.
È un romanzo, ma allo stesso tempo un documento storico nonché il ritratto vibrante di un’Italia in decisa trasformazione.

Il commento di Sgarbi
Alla prima presentazione del libro, lo scorso 28 aprile a Lucca, Sgarbi ha così commentato il volume: «Quella di Catarsini è un’esperienza unitaria. I concetti che si esprimono attraverso la scrittura, ritornano se si esprimono attraverso la letteratura. Quindi, in questo mondo parallelo di creazione, Catarsini afferma quello che altri artisti non sono riusciti a dire. In tal senso ha la stessa capacità di intuizione di Lorenzo Viani ed è proprio qui la capacità di dire non soltanto quello che si vede, ma anche quello che si sente, quello che si rappresenta con l’immagine, quello che si intuisce con i sentimenti e le emozioni. Questo mi pare sia un dato fondamentale di quest’opera (il libro Tra l’incudine e il martello, ndr). E anche di Giorni neri, dove c’è una forza pittorica che si esprime attraverso le parole, cioè le parole dipingono e i colori parlano. Questa è la capacità che ha Catarsini: di esprimersi in modo originale e insolito».

Il libro
Ambientato nella Viareggio degli anni Venti, Tra l’incudine e il martello restituisce la voce a una comunità sospesa tra povertà, sogni e repressione. Protagonista è Gregorio, un giovane fabbro che lavora il ferro nella sua fucina sognando di trasformarlo in arte. Attraverso le vicende di Gregorio e della moglie Costanza, Catarsini racconta l’ascesa dei movimenti operai e il progressivo soffocamento delle libertà sotto il nascente regime fascista. Tra lotte sociali, arresti arbitrari e un lungo processo a Roma, il protagonista troverà nel mare l’unico spazio di libertà rimasto.
Scritto originariamente negli anni Settanta e rivisto dallo stesso Catarsini nel 1984, che ne affidò la cura futura alla nipote Elena, il romanzo nasce dalla volontà di testimoniare le «continue agitazioni di piazza» che segnarono il dopoguerra italiano. L’autore descrive i suoi personaggi come «esseri anarcoidi, intelligenti e analfabeti», simboli di un’anarchia romantica radicata nel quartiere più povero di Viareggio, tra la darsena vecchia e la Torre Matilde.
«Spero che il lettore possa recepire l’umana umiltà con la quale sono stati descritti i fatti – scriveva Catarsini nella sua premessa del 1984 -, quell’umiltà che si identifica con la verità, talora tragica».
Da segnalare che nel romanzo compaiono anche due riferimenti autobiografici di grande rilievo: la prigionia del fratello Gino, ingiustamente accusato di aver fomentato sommosse tra i lavoratori della darsena, e la figura del suo maestro Lorenzo Viani (Lorenzaccio), grande pittore e scrittore che, nonostante non sia un personaggio principale, emerge con forza e ci viene qui restituito in tutta la sua veracità e nel suo temperamento unico che vediamo riverberato nella sua arte.
«Con Viani Catarsini condivide il radicamento viareggino, l’attenzione al mondo del lavoro e un’idea dell’arte come riflesso di una verità umana concreta, prima che come puro esercizio di stile» scrive Vittorio Sgarbi nella prefazione del libro e, come ha osservato lo storico dell’arte Rodolfo Bona, «egli imparò proprio dal maestro ad amare ‘l’umanità travagliata della sua città, l’attaccamento alla terra e l’amore per la pittura che di tale condizione umana è riflesso’», là dove «i caratteri più energici e aspri di Viani risultano in Catarsini filtrati da una sensibilità più gentile» conclude Sgarbi.

L’Autore
Alfredo Catarsini (Viareggio, 1899-1993) è stato un protagonista della pittura italiana del Novecento, presente alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma. Noto per l’invenzione del “Riflessismo” e del “Simbolismo meccanico”, dal 2005 il suo Autoritratto del 1934 è custodito nell’omonima collezione della Galleria degli Uffizi. Come scrittore ha collaborato con varie testate locali toscane e pubblicato il romanzo Giorni neri (1969), incentrato sul periodo dell’occupazione tedesca in Lucchesia.

Anche Tra l’incudine e il martello sarà un libro “parlato
Come accaduto per Giorni neri, il primo libro di Catarsini rieditato nel 2021 da La nave di Teseo, anche Tra l’incudine e il martello diventerà un “libro parlato” e sarà disponibile dal mese di giugno 2026. Il libro è già tra le opere in catalogo nazionale del libro parlato ed è stato realizzato dal Centro Nazionale del Libro Parlato Francesco Fratta in collaborazione con l’Unione Italiana e Ipovedenti della Toscana. Infatti la Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS – insieme al Touring Club Italiano, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona e la Stamperia Braille della Regione Toscana – da anni ha sottoscritto un protocollo d’intesa come partner del progetto pluriennale “L’arte accessibile per tutti”.
La lavorazione per far diventare “libro parlato” il testo inedito di Catarsini è già in atto. Si tratta di un nuovo, importante tassello per rendere accessibili tutte le iniziative della Fondazione Catarsini legate le une alle altre e capaci di creare importanti sinergie.

Tra l’incudine e il martello: l’inedito di Alfredo Catarsini
Dopo il successo di Giorni neri – ripubblicato nel 2021 – torna in libreria la voce letteraria del pittore viareggino Alfredo Catarsini (1899-1993), autore di un’opera civile sulla libertà e il dissenso. Il romanzo inedito, pubblicato da La Nave di Teseo e curato dalla giornalista e scrittrice Elena Torre, costruisce un affresco potente di memoria civile e sociale della Viareggio popolare e ribelle, tra darsene, officine, artisti anarchici e figure memorabili. È un romanzo, ma allo stesso tempo un documento storico nonché il ritratto vibrante di un’Italia in decisa trasformazione.

La genesi e la storia
L’opera vede la luce in occasione della grande mostra a Palazzo Guinigi a Lucca, città cara al Maestro dove compì i suoi studi. Come spiega Elena Martinelli, Presidente della Fondazione:

«Iniziato negli anni Quaranta, il volume ha avuto una gestazione lunga e profonda, culminata negli anni Ottanta con l’ultima, definitiva stesura. Ricordo con emozione quando mio nonno, durante una delle sue visite a Lodi dove allora abitavo, mi affidò il dattiloscritto e l’intero manoscritto, elaborato più volte nel tempo, chiedendomi di occuparmene dopo la sua scomparsa».

Ambientato nella Viareggio degli anni Venti, il libro restituisce la voce a una comunità sospesa tra povertà, sogni e repressione. Protagonista è Gregorio, un giovane fabbro che lavora il ferro nella sua fucina sognando di trasformarlo in arte. Attraverso le sue vicende e quelle della moglie Costanza, Catarsini racconta l’ascesa dei movimenti operai, le «continue agitazioni di piazza» e il progressivo soffocamento delle libertà sotto il nascente regime fascista. L’autore descrive i suoi personaggi come «esseri anarcoidi, intelligenti e analfabeti», simboli di un’anarchia romantica radicata tra la darsena vecchia e la Torre Matilde.

Nel romanzo compaiono anche riferimenti autobiografici, come la prigionia del fratello Gino, ingiustamente accusato di sommosse, e la figura del maestro Lorenzo Viani (nominato come “Lorenzaccio”), che emerge con forza nella sua veracità e nel suo temperamento unico.

Il commento critico
Vittorio Sgarbi ha firmato una prefazione di eccezionale sensibilità e acutezza, analizzando la profondità dello sguardo di un artista capace di eccellere sia nel segno pittorico, sia nella parola scritta. Sgarbi ha così commentato il volume:

«Quella di Catarsini è un’esperienza unitaria. I concetti che si esprimono attraverso la scrittura, ritornano se si esprimono attraverso la letteratura. In questo mondo parallelo di creazione, Catarsini afferma quello che altri artisti non sono riusciti a dire. In tal senso ha la stessa capacità di intuizione di Lorenzo Viani ed è proprio qui la capacità di dire non soltanto quello che si vede, ma anche quello che si sente, quello che si rappresenta con l’immagine, quello che si intuisce con i sentimenti e le emozioni. […] C’è una forza pittorica che si esprime attraverso le parole, cioè le parole dipingono e i colori parlano. Questa è la capacità che ha Catarsini: di esprimersi in modo originale e insolito».

Come osservato anche dallo storico dell’arte Rodolfo Bona, Catarsini imparò dal maestro Viani ad amare ‘l’umanità travagliata della sua città’ e l’idea dell’arte come riflesso di una verità umana concreta. Sgarbi conclude sottolineando che, sebbene condividano il radicamento viareggino e l’attenzione al mondo del lavoro, «i caratteri più energici e aspri di Viani risultano in Catarsini filtrati da una sensibilità più gentile».

L’accessibilità: il “Libro Parlato”
Come già accaduto per la riedizione del 2021 del primo libro, anche Tra l’incudine e il martello diventerà un “libro parlato” e sarà disponibile dal mese di giugno 2026. L’opera è già inserita nel catalogo nazionale ed è in fase di lavorazione presso il Centro Nazionale del Libro Parlato Francesco Fratta, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della Toscana.

La Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS – insieme al Touring Club Italiano, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona e la Stamperia Braille della Regione Toscana – prosegue così il progetto pluriennale “L’arte accessibile per tutti”. Si tratta di un nuovo, importante tassello per rendere fruibili tutte le iniziative della Fondazione, creando sinergie capaci di unire memoria storica e inclusione sociale.

Nota sull’autore: Alfredo Catarsini (1899-1993) è stato un protagonista della pittura italiana del Novecento, presente alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma. Noto per l’invenzione del “Riflessismo” e del “Simbolismo meccanico”, dal 2005 il suo Autoritratto del 1934 è custodito nella collezione della Galleria degli Uffizi. Come scrittore ha collaborato con varie testate locali toscane, pubblicando nel 1969 il romanzo Giorni neri (incentrato sull’occupazione tedesca in Lucchesia).

PROGETTO 2026
L'ARTE ACCESSIBILE PER TUTTI

Sostieni il progetto con il tuo contributo