36 LA MODELLA
36. La modella (Figura), 1970 ca., tecnica mista su cartone, cm 70 x 50, firmato in basso a destra “A. Catarsini”.
Autentica al retro di Mity Catarsini.
Il disegno, realizzato con tutta probabilità intorno al 1970, rientra nella ricca produzione di nudi del suo autore. La figura della modella, almeno dall’ingresiana Baigneuse de Valpinçon, ha esplicitato la sua natura di oggetto artistico privilegiato nell’esercizio della composizione pittorica. Anche Catarsini sfrutta spesso il soggetto, che tratta sia come esercizio formale sia per dipingere opere nelle quali la poseuse diventa donna. Nei suoi disegni il corpo della modella può essere manipolato, deformato e sintetizzato nell’esercizio grafico, come quello di un manichino inanimato, trovando posto nel vasto teatro della natura così come in quello del congegno meccanico.
Gli anni Cinquanta e Sessanta sono stati contrassegnati dalla sua intensa attività in campo grafico e pittorico.
L’indagine sulle varie tecniche di figurazione non è stata per lui un puro esercizio di stile, ma la disciplina, spesso sofferta, attraverso la quale egli ha indagato le modalità di restituzione delle forme della realtà, cercando di ottenere la percezione del colore attraverso i chiaroscuri e le modulazioni tonali, tratteggiando, ombreggiando, addensando e plasmando con la grafite, il carbone, l’inchiostro. Tale modo di procedere si rivestirà successivamente di colori nei suoi oli, nei disegni acquerellati o realizzati con tecniche miste, che lo rendono maggiormente evidente nella loro natura di mezzi di figurazione grafico-pittorica.
Questa predisposizione alla ricerca grafica è quella che Enrico Dei chiama la “religione del suo disegno”, coltivata fin dagli esordi nell’attività artistica e nell’insegnamento, il punto di equilibrio e lo snodo di tutta la sua attività. (1)
Nella piccola presentazione della sua personale al Centro Versiliese delle arti a Viareggio nel 1954, il pittore scriverà come, fra “il grigiore monocromo” dei monotipi “vi è intercalata la macchia del colore delle mie pitture; piccole cose, talune solo rapide impressioni (…) dalle quali si può apprendere l’ansia che affligge ogni artista nella ricerca di un linguaggio più energico, più comunicativo”. (2)
Lo spirito di tale ricerca può essere colto anche nelle sovrapposizioni grafiche che caratterizzano questo disegno, nel quale la meditazione compositiva si stratifica nello sdoppiamento dell’immagine della modella.
1. E. Dei, L’arte grafica di Alfredo Catarsini, in Per ricordare Alfredo Catarsini 2010, p. 10.
2. Catarsini 1954.
