XXII PREMIO REGIONALE ALFREDO CATARSINI 2024

Cambiamo il punto di vista!

REINTERPRETIAMO UN’OPERA D’ARTE E RENDIAMOLA FRUIBILE

A CHI È CIECO O IPOVEDENTE

Testo audioregistrato

3aS “SIMBOLISMO MECCANICO CON FIGURA”

Tecnica mista con assemblaggio di oggetti meccanici, cm 54x66x6

Testo audio:
L’ opera pittorica scelta, per essere reinterpretata in chiave tattile, è intitolata “Simbolismo
meccanico”, un dipinto ad olio su tela, delle dimensioni di 70×50 cm, realizzato da Catarsini
nel 1972. Si compone di vari elementi e tra questi troviamo: un sistema di ingranaggi meccanici, principalmente di colore rosso, e altri elementi come bulloni, tubi e ulteriori parti meccaniche rappresentate di colore grigio. In alto a destra vi è dipinto un volto umano stilizzato, dal collo reciso, di carnagione pallida sui toni dell’azzurro, del grigio e sono presenti delle chiazze di rosa carne e rosso mattone. Il volto, che sembra naufragare in mezzo a tanti richiami meccanici, simboleggia l’uomo di fronte all’avvento della macchina e della tecnica che hanno cambiato le sorti della sua esistenza. La scelta di raffigurare la testa con un’espressione rassegnata avviene poiché di fronte alla forza della tecnologia, l’uomo non può fare niente proprio perché, come evidenzia Catarsini nel suo secondo periodo del simbolismo meccanico, egli si accorge della sua condizione di sottomissione nei confronti della macchina stessa, dalla quale, però, non può più sottrarsi. La reinterpretazione che ho dato all’opera presenta quattro ingranaggi in rilievo, di colore rosso come l’originale, realizzati in poliplat e sostenuti da piccoli pioli di legno, i quali, grazie a cuscinetti di acciaio ricavati da fidget spinner, toccandoli possono girare. Nella parte direttamente a contatto con il piano sono rappresentati altri ingranaggi, anch’essi in poliplat, ma di colore bordeaux, e un insieme di bulloni accompagnati da altri elementi meccanici che disegnano ed indicano un percorso sulla superficie.
Come nell’originale, in alto a destra, si trova la testa amputata, che in questo caso, emerge
dal piano ed è realizzata con lo stesso materiale degli ingranaggi e dipinta con gli stessi colori utilizzati da Catarsini nel quadro. Possiamo toccarla facendo esperienza dei particolari del volto quali i contorni del viso, gli occhi incavati, la fronte e il naso. L’ opera che non è un rettangolo perfetto, ma ha anche un’estensione laterale in alto a destra, è fruibile al tatto iniziando dal basso a sinistra e prosegue in quella centrale seguendo il percorso, formato dagli ingranaggi stessi e si ramifica in due direzioni. Proseguendo nella parte inferiore troviamo l’ingranaggio più grande utilizzato nell’opera, mentre, nella parte superiore, andiamo in direzione della testa umana decapitata.
Come per il quadro che mette in risalto l’uomo che si perde tra gli ingranaggi, schiacciato
dall’avvento della tecnologia e dai macchinari, così le nostre mani toccando le rotelle, i
bulloni e i vari elementi presenti, possono perdersi tra gli ingranaggi dell’elaborato
tridimensionale.