Skip to content

Route from Seravezza to Forte dei Marmi


Percorso da Seravezza a Forte dei Marmi

A Seravezza, dopo aver visitato le varie chiese e i monumenti, iniziamo il nostro viaggio verso Forte dei Marmi.

Lungo la strada che corre tra ai piedi delle montagne e la costa si trovano numerose industrie e laboratori legati alla lavorazione del marmo cavato dalle montagne del territorio: Altissimo, Cappella, Ceragiola e Trambiserra.

Uscendo dalla cittadina in direzione del mare dopo circa 4 km chilometri si giunge a Ripa di Versilia; da qui, salando verso destra, arriviamo a Strettoia famosa per i vigneti e gli olivi che salgono verso il monte di Ripa.

Ripa, situata sulla riva destra del fiume Versilia, è collocata sul percorso della via Francigena, nel tratto compreso tra Camaiore, nel punto in cui l’antica Via Romana si congiungeva con la strada che da Forte dei Marmi porta a Seravezza, e la Garfagnana.  All’epoca vi sorgeva un ospedale di sosta dedicato a San Sisto, documentato sin dal 1118, dove i pellegrini potevano riposare e curarsi; da qui si raggiungeva, superato il Fiume Versilia, l’abitato di Vallecchia verso Pietrasanta. Insieme a Corvaia, Ripa fu praticamente rasa al suolo nel 1944 dai Tedeschi, per costruire una linea difensiva per contrastare l’arrivo degli alleati.

Oggi Ripa fa parte di una vasta area urbana che comprende la frazione di Querceta, dove si trova la stazione Ferroviaria di Querceta-Forte dei Marmi. Al centro della cittadina da segnalare il monumento al poeta Garibaldo Alessandrini, grande amico di Alfredo Catarsini, nel cui archivio si conserva la numerosa corrispondenza fra i due. Il monumento è stato realizzato da Mauro Buratti su bozzetto dello scultore Leone Tommasi, altro grande amico di Catarsini, come lo furono altri componenti della famiglia artistica Tommasi Ferroni. Con la sua contrada La Lucertola, Ripa è una delle otto contrade che partecipano al rinomato Palio dei Micci.

Proseguendo ancora, arriviamo a Querceta, dove si trova la sede della Fondazione Henraux, le cui iniziative sono rivolte sia all’innovazione e alla sperimentazione artistica e tecnologica delle lavorazioni che alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e produttivo del marmo.

La collezione artistica della Fondazione, dedicata all’arte moderna e contemporanea, raccoglie opere di artisti italiani e internazionali tra cui Henry Moore, Hans Arp, Isamu Noguchi, Joan Mirò e numerosi altri.

Querceta è famosa anche per il Palio dei Micci (asini nel dialetto locale), manifestazione che si tiene annualmente nella prima domenica di maggio, aperta al mattino dalla sfilata con gruppi di musici e sbandieratori per le vie del paese; segue la messa nella chiesa di Santa Maria Lauretana, con la benedizione degli asini, dei fantini e dei contradaioli.

Le Contrade, sono otto: Cervia, Leon d’Oro, Lucertola, Madonnina, Ponte, Pozzo, Quercia e Ranocchio.
Prima della corsa, oltre 2500 persone vestono per un giorno i panni di dame, cavalieri, armigeri e paggi, e sfilano con i colori della propria contrada sulla pista di atletica dello Stadio “Buon Riposo”, mentre contemporaneamente sul prato verde un centinaio di figuranti danno vita a rievocazioni di fatti reali o immaginari del periodo storico (solitamente l’alto medioevo) al quale ogni contrada si ispira.
La sfilata viene aperta dalla contrada vincitrice dell’edizione precedente. La corsa, che ha luogo nel tardo pomeriggio, comprende sei giri di pista per circa 2.000 metri in un circuito ad anello all’interno del prato verde.

Da Querceta la strada prosegue tra la campagna con i suoi olivi fino ad arrivare alle porte di Forte dei Marmi e al mare.

Back to the Seravezza summary